DANIELE BORGATTI
 
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The Julliard School
Daniele Borgatti young Italian concert pianist in an impressively gifted, technically and musically excellently equipped young artist. He has a broad repertory, too, and is on his way to become a successful performer in the concert field, given the chance to develop full his attributes. He is a conscientious, intelligent and sensitive human being and I have observed his fine progress during the Master Classes he took part in Assisi and at the Mozarteum in Salztburg, when I was impressed by his stage presence, too.
Saltzburg, August 1986
György Sándor

Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara
Sono lieto di dichiarare che Daniele Borgatti, già allievo del Conservatorio di Musica “Girolamo Frescobaldi”, ha confermato le doti dimostrate sin dai primi anni di studio, con uno splendido diploma di pianoforte. Da anni, durante appunto il corso di studi, aveva sostenuto concerti e concorsi con ottimi risultati, eseguendo poi, il 13 Giugno 1985 il quinto Concerto di Beethoven con l’Orchestra del Conservatorio al Teatro Comunale di Ferrara. La Commissione unanimamente convinta di trovarsi di fronte ad un eccezionale talento ha, per la prima volta nell’Istituto ferrarese, oltre la Lode, voluto dare la Menzione d’Onore al giovane concertista.
25 Ottobre 1985
Il Direttore M° Alfredo Gorzanelli

La Nazione Siena
Appuntamento Musicale dell’Accademia Chigiana. Concerto di Borgatti alla Caserma S. Chiara
I Toni morbidi del pianista entusiasmano il pubblico. Protagonista il pianista ventitreenne Daniele Borgatti, con il seguente programma: la Sonata Op.5 (Waldstein), di Beethoven, le Variazioni sopra un tema di Paganini Op. 35 di Brahms, la Sonata in Si minore di Liszt. Un concertista giovane o meno giovane che sia che si presenta con un programma così concepito, o è un incosciente o ha una motivata consapevolezza delle sue possibilità. Daniele Borgatti rientra comodamente in quest’ultima ipotesi. Ha una mano eccezionalmente felice, un suono morbido e cristallino, una fluente discorsività. Ha fatto ascoltare un Beethoven snello e agile per nulla enfatico né “rituale” sempre trasparente e incisivo, di accentuata tensione nell’adagio, di intelligente dosaggio nella cauta discrezione dell’inizio del movimento aurorale fermamente guidato nella progressione del crescendo. Le Variazioni di Brahms hanno fatto apprezzare un suono più sontuoso e una scintillante, implacabile puntualità che nulla aveva del virtuosismo meccanico e astratto, giungendo anzi a una penetrante caratterizzazione delle ultime variazioni (forse le più intimamente brahmsiane). Così anche nella Sonata lisztiana, l’eccellenza tecnica è stata sorretta da una lucida concentrazione e da un’ordinata visione complessiva della struttura, dove la fantasia e il sincero slancio, come la sensibilità per gli squarci lirici, non inducevano a esagerare tensioni, né a dispersioni episodiche. Il numeroso pubblico ha applaudito con entusiasmo, fuori programma, ancora di Liszt la Rapsodia Ungherese N°2: d’accordo, nel fascino di questa pagina c’è non poco orpello, non poca sollecitazione epidermica. Ma quando l’orpello è lustrato come si deve, funziona che è un piacere.
18 Agosto 1987
Tom

L’Eco di Bergamo
Giovane di grande talento e dotato di notevoli risorse tecniche Daniele Borgatti, pianista ferrarese già ospite lo scorso Ottobre dei "Concerti d’Autunno in Sala Greppi" ha confermato le sue qualità che ne fanno un interprete di sicuro avvenire. Sia pure attraverso un breve ma intenso programma incentrato su celeberrimi brani di repertorio virtuosistico, la Rapsodia Ungherese N°2 di Franz Liszt e la Polacca Op.53 di F. Chopin, cui tra l’altro ha aggiunto a richiesta del pubblico entusiasta un’ulteriore Rapsodia lisztiana (la N°6) Daniele Borgatti ha dato prova di prontezza e bravura tuttavia non fine a se stesse e soprattutto sorrette e arricchite da un raffinato gusto interpretativo.
Dicembre 1988
Sergio Fornoni

La Nuova Ferrara
Applausi al pianista. Il giovane artista al Ridotto.
Borgatti ha proposto come al solito un programma “Monstre” per l’impegno e le difficoltà esecutive ed interpretative (…) Questa volta anziché rivolgersi al prediletto Liszt, ha affrontato il repertorio americano da L.M. Gottschalk passando per J.P. Sousa, Scott Joplin e arrivando a G. Gershwin. La musica di questi autori, soprattutto quando ridotta dall’orchestra al solo pianoforte come nel caso di rapsodia in Blue (proposta da Borgatti) esige doti di vero virtuoso della tastiera. Borgatti è musicista preparatissimo, meticoloso e curato nello studio, il concerto di sabato scorso l’ha messo in evidenza e gli applausi calorosi del pubblico stanno là a testimoniarlo.
10 Ottobre 1995
Athos Tromboni

Gli Amici della musica - On Line
Pianista ferrarese onora il ventennale del Ridotto.
Borgatti e il succo del suo Chopin.
Ferrara, tutti i Valzer di Chopin, tutti in una volta. Questo è stato l’omaggio di Daniele Borgatti per il ventennale dei concerti al Ridotto. Borgatti è stato anche il pianista dell’esordio assoluto dei concerti nel ridotto, una sorta di padre in nuce (...) Suono giocoso senza virtuosismo quasi che dietro la meraviglia ci stia un pensiero velato da lievi ombre malinconiche (...) potremmo raccontare dei trilli drammatici voluti per il Valzer in mi magg. N°12 op postuma, trilli che non avevano nulla di esteriorizzato (...) esecuzione volitiva con furore del Valzer in mi minore op. postuma che esplodeva di energia teatrale (...) delicata tenerezza espressa da Borgatti nei due Valzer in la min. Tutto questo per dire che il Borgatti 2010, agli antipodi del Daniele Borgatti 1985, si fa apostolo di una espressione mutevole ben interiorizzata in lucida sintonia con un significare non vanesio ma compiutamente romantico, effetto ricercato, trovato, offerto, che, in fondo, è il successo del suo Chopin.
4 Novembre 2010
Athos Tromboni

 

The Julliard School
Daniele Borgatti, a young Italian concert pianist, is an impressively gifted, technically and musically excellently equipped young artist. He has a broad repertoire, too, and is on his way to becoming a successful performer in the concert field, given the chance to fully develop his attributes. He is a conscientious, intelligent and sensitive human being and I have observed his fine progress during the Master Classes he took part in at Assisi and at the Mozarteum in Salzburg, when I was impressed by his stage presence, too.
Salzburg, August 1986
György Sándor

Conservatorio G. Frescobaldi di Ferrara
I am pleased to declare that Daniele Borgatti, alumnus of the Conservatorio di Musica “Girolamo Frescobaldi”, has confirmed the talents he has displayed since the beginning of his studies with a splendid diploma in piano playing. For years during his studies, he had participated in concerts and competitions with excellent results, performing Beethoven’s fifth Concert with the Orchestra of the Conservatorio al Teatro Comunale di Ferrara on 13th June 1985. The examining board was unanimously convinced to find themselves before an exceptional talent and for the very first time in the history of the Institute of Ferrara they gave the young artist a Mention of Honour as well as awarding him his Diploma cum laude.
25th October 1985
The Conductor Maestro Alfredo Gorzanelli

La Nazione Siena
Musical data of the Accademia Chigiana Concert with Borgatti at the Caserma S. Chiara.
The audience reacted enthusiastically to the soft tones of the pianist. The protagonist was the twenty-three year old pianist Daniele Borgatti with the following programme: la Sonata Op.53 (Waldstein) by Beethoven, the Variations on a theme by Paganini Op.35 by Brahms and the Sonata in B minor by Liszt. Whether it is a young concert player or not that performs such a programme, he is either crazy or knows his capabilities very well. Daniele Borgatti is definitely the latter. He has exceptionally nimble hands, a soft crystal sound, playing very fluently. He played Beethoven in a very fast and agile manner, not at all emphatic nor ‘ritual’, ever transparent and intense with increasing tension in the adagio, with an intelligent dose of cautious discretion at the beginning of the auroral movement firmly guided in the progression of the crescendo. The Variations by Brahms allowed us to appreciate a more sumptuous and sparkling sound, an implacable punctuality that had nothing to do with a mechanical and abstract virtuosity, climaxing instead in a penetrating characterisation of the last variations (maybe the most intimately Brahmsian). So also in the Liszt Sonata, his technical excellence was supported by great concentration and by an orderly overall vision of the structure, where fantasy and sincere momentum, like the sensitivity for the lyrical pieces, did not induce to exaggerating tensions, nor to episodes of dispersion. The numerous audience applauded with enthusiasm, as an encore, once more he played Liszt the Hungarian Rhapsody No.2: it is true that in the fascination of this page there is quite a lot of shining through, quite enough to make you quiver out of pleasure. But when what shines is polished well, it works marvellously.
18th August 1987
Tom

L’Eco di Bergamo

A very talented young man with great technical resources, Daniele Borgatti, a pianist from Ferrara already a guest last October at the “Concerti d’Autunno” in Sala Greppi confirmed his qualities that make of him a pianist with a bright future. Even with a brief but intense programme centred on famous pieces of a virtuous repertoire, the Hungarian Rhapsody No.2 by Franz Liszt and the Polish Songs Op.53 by F. Chopin, to which he added, by request of the very enthusiastic audience, a further Rhapsody by Liszt (No.6), Daniele Borgatti showed readiness and competence, however not for their own sake and especially supported and enriched by a refined interpretative taste.
December 1988
Sergio Fornoni

La Nuova Ferrara
Applause to the pianist “The young artist at the Ridotto”.
Borgatti proposed, as usual, a “Monstrous” programme which was very demanding for its execution and interpretation (…) This time instead of playing his favourite Liszt, he played the American repertoire by L.M. Gottschalk starting with J.P. Sousa, Scott Joplin and ending with G. Gershwin. The music of these authors, especially when reduced from the orchestra to only the piano as in the case of Rhapsody in Blue (proposed by Borgatti) needs a really great talent at the keyboard. Borgatti is a very well prepared musician, meticulous and taking care in his studies; last Saturday’s concert highlighted this and the warm applause of the public proves it.
10th October 1995
Athos Tromboni

Gli Amici della musica - On Line
The pianist from Ferrara honours the 20th year anniversary of the Ridotto. Borgatti is made for playing Chopin.
Ferrara, all Chopin’s Waltzes, all at once. This was the Daniele Borgatti homage for the 20th year anniversary concerts at the Ridotto. Borgatti was also the pianist in the very first of the concerts at the Ridotto, a kind of father (...) A playful sound without virtuosity as if behind the marvel there were a thought tainted with slight melancholic shades (...) we could tell you about the dramatic trills executed for the Waltzes in E major No.12 posthumous op, trills that were not at all out of place (...) execution with expressed fury of the Waltzes in E minor posthumous op. that exploded with theatrical energy (...) delicate tenderness expressed by Borgatti in the two Waltzes in A min. All this to say that the 2010 Borgatti is very far from the 1985 Daniele Borgatti: he represents a changing expression, well interiorised and absolutely in line with a not at all vain but purposely romantic meaning, a refined effect which he has found and proposed and that, in reality, is the success of his Chopin.
4th November 2010
Athos Tromboni

 
 
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